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CONIUGARE LE DIVERSE REALTÀ, ATTINGERE A RISORSE IMPENSABILI E FARE SOPRATTUTTO “RETE

 

A cura del Presidente

Chi vuole realmente formarsi una capacità critica, chi vuole comprendere i mutamenti che ci attraversano analizzandone anche gli aspetti più scomodi, portando a galla anche le contraddizioni e non adagiandosi sull’ottimismo incosciente di chi dall’ignoranza generale ha tutto da guadagnare, deve mettersi alla ricerca, deve rimboccarsi le maniche e scandagliare. Ci sono persone e organizzazioni, quale la nostra, che non si allineano sul pensiero unico e capaci di fare analisi profonde della realtà, mettendo in risalto i punti oscuri e a volte indicando anche possibili interventi e per dar vita ad una sorta di “rete ” controversista.

Un sodalizio in movimento e in autoformazione, di apprendimento critico, di analisi dell’esistente, di progettazione delle alternative possibili, partendo dalle proprie esperienze, dalle conoscenze già acquisite, facendole circolare, arricchendole di nuove idee. Non si tratta di creare una scuola od un’università, si tratta di sperimentare nuove forme di comunicazione e apprendimento.

 

  

  

Occorre evitare di commettere gli errori del passato:

n Quando si parla di trasformare “l’arcipelago” associazionistico in movimento non significa fondere tutte le identità in un magma uniforme. La sfida sta proprio nel riuscire a dare valore a tutte le espressioni e le componenti del sodalizio. Non si tratta di fare congressi su congressi per delineare linee comuni su cui appiattire le diverse culture, bisogna invece far vivere le relazioni su un continuo dialogo di voci diverse per realtà e senza mai sottrarsi al confronto.

n Non si tratta di assecondare comportamenti che non si condividono in nome dell’unità, bisogna invece avere sempre la forza di puntualizzare in maniera civile e corretta ogni aspetto controvertibile e avere sempre l’apertura mentale di accettare le critiche e mettersi in discussione.

n Non si tratta di darsi organismi di rappresentanza e di leader che tengano le fila, occorre invece sperimentare nuove forme di cooperazione, di democrazia diretta, di capacità di coordinarsi restando ciò che si è, tutti alla pari, con uguali diritti e doveri, dove uguaglianza significa anche modulare argomenti in base alle necessità, alle capacità e alle possibilità, senza stare a misurarsi, ma apprezzandone i contenuti;

n Non si tratta di primeggiare, ma di accordarsi sui principi fondamentali e in base a questi e ad una “categorica correttezza reciproca” trovare di volta in volta le forme adeguate di relazione e di risposte;

n Non si tratta di elaborare chissà quale strategia. Bisogna invece essere capaci di leggere in continuazione la realtà che cambia, di cogliere, analizzare e comprendere tutto ciò che ci accade attorno e di volta in volta proporre l’intervento più opportuno da adottare con flessibilità e capacità dinamica.

Queste sono solo alcune linee guida per addivenire ad un nuovo soggetto, ad un modello di aggregazione sociale che poggia su principi diversi da quelli che hanno animato i movimenti del passato, un modello che forse meglio si adatta alla società che si sta delineando. Si tratta di linee guida molto teoriche, che andranno ovviamente testate sul campo, ma sono un punto di partenza, uno stimolo su cui avviare almeno il dibattito.

Fare rete

La rete, proprio per la sua natura, non si presta al protagonismo di leader. La rete non esclude la possibilità esprimersi, ma le modalità sono diverse da quelle a cui siamo abituati e non si prestano alla formazione di leadership consolidate. Ne deriva che all’interno della rete non c’è un centro di potere: il potere è diffuso, è un’entità astratta; all’interno della rete esiste semmai la responsabilità: chi vuole, chi ha a cuore un determinato argomento ed obiettivo, si assume le responsabilità che ne derivano, in totale libertà.

Una rete di idee

Per descrivere più precisamente cosa si intenda fare rete abbiamo voluto partire dal confrontarsi su argomenti di attualità (Per così dire). Ciò che proponiamo sono solo alcuni elementi: l’esperienza e la caparbietà dove ognuno che ne farà parte potrà arricchire di nuovi elementi altrettanto funzionali per la rete stessa.

 

Un sodalizio deve fare tesoro delle informazioni che circolano per far crescere le proprie competenze, le proprie capacità di agire, comunicare e incidere.

 

Ognuno ha le sue fonti di informazione e apprendimento. Queste informazioni se restano fine a se stese e ad un circolo vizioso non sfruttano appieno le proprie potenzialità. Anche da questo dipende il fatto che la crescita sia molto lenta e verticistica.

 

Nella rete invece le informazioni più importanti vengono messe in circolo, sono a disposizione di tutti, e questo può produrre conseguenze positive:

 

1)   I Colleghi interessati a quel tema, che magari non sarebbero venuti a conoscenza di quell’informazione, avranno modo di apprendere e accrescere il loro potenziale: quando cresce il potenziale di un nodo della rete è il suo insieme che cresce.

2)   Su quella specifica informazione potrà nascere un dibattito così che la notizia prenda corpo e si arricchisca di senso e di analisi, e da notizia possa così trasformarsi in progetto.

3)   Il confrontarsi assume per se e per altri motivo di arricchimento e non solo professionale. Da questa contaminazione potranno nascere progetti complessi che mettono insieme campi apparentemente lontani, potranno nascere dibattiti “interdisciplinari”

 

 

Il Territorio

 

La rete è distesa sul territorio che si sceglie come obiettivo: dal piccolo Ente, alla città media, al quartiere di una metropoli, alla metropoli stessa.

I nodi della rete sono individuabili ai colleghi stessi che nel suo insieme decidono di farne parte.

La rete si basa su altri principi, primo di tutti la consapevolezza che l’unione fa la forza, che tutti hanno qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare, che ogni elemento in più è maggiore garanzia di riuscita di un’iniziativa, che solo da una visione realistica si potrà incidere profondamente.

 

Non c’è un leader, ma persone che la promuovono, che cominciano a tessere.

Le regole di convivenza all’interno della rete sono poche e riguardano solo il funzionamento della stessa.

La rete non ha un centro se per centro si intende il luogo da cui hanno origine le informazione e le direttive. Una segreteria che non è il centro della rete, ma semplicemente il suo strumento.

 

 

La comunicazione

 

La comunicazione è fondamentale e si ricollega sulla necessità di informarsi e di scambiarsi le informazioni.

 

 

Non sovrapporre iniziative (Informazione e coordinamento attraverso referenti provinciali)

 

Uno degli obiettivi da perseguire è la non sovrapposizione delle iniziative.

Non di rado, su territori relativamente circoscritti, accade che diverse organizzazioni promuovano iniziative nello stesso momento. Ciò si rivela controproducente perché in buona parte i destinatari delle diverse iniziative possono coincidere.

Queste sovrapposizioni sono di norma dovute alla mancanza d’informazione: quando si scopre che nello stesso momento della nostra iniziativa ne è già stata programmata un’altra è spesso troppo tardi per rinviarla.

Evitare di sovrapporre iniziative è in realtà un problema di facile soluzione: è sufficiente che quando si decide una data o un periodo si verifichi che per quello stesso periodo non sia già stato fissato altro e che non appena si decidono i tempi venga messa in rete l’informazione onde evitare che altri usino le stesse date.

 

 

Attivare la rete su tematiche specifiche

 

Far sì che le proposte tematiche di uno o di pochi diventino parte di più obiettivi e non meno importanti che la rete dovrebbe porsi, con modalità tutte da inventare e sperimentare sul campo.

La società complessa e globalizzata pone problematiche sempre nuove ad un ritmo vorticoso. E’ impossibile mobilitarsi su tutto ciò che lo richiederebbe, ma sarebbe  possibile raggruppare più forze attorno alle mobilitazioni attivabili. La società in cui viviamo ci dice che non è più possibile affrontare i problemi con lunghi dibattiti e con lunghe discussioni sulle modalità di intervento; occorre invece essere reattivi e sempre pronti all’azione. Molti ritengono che un limite del volontariato e dell’associazionismo sia proprio la mancanza di reattività, la lentezza nel prendere decisioni e nell’intervenire: questo può essere vero se ogni singola associazione deve farsi da sola il percorso di informazione, di analisi, di progettazione dell’intervento, di reperimento delle forze, di attivazione delle risorse. Ma è proprio su questi limiti che la rete deve intervenire e può creare soluzioni, mettendo in comune le risorse, le energie, le informazioni.

 

 

Competenze (Istituzione di Comitato Scientifico)

 

Le competenze di cui un’organizzazione può avvalersi sono diverse. Sempre nell’ottica delle normative vigenti si potrebbe avere bisogno di una consulenza tecnica e su specifiche tematiche. Oppure si potrebbe voler organizzare un dibattito/incontro su un tema specifico e attingere ai colleghi stessi senza dover ricorrere a relatori esterni.

 

Questi sono solo alcuni esempi, ma sono tanti i casi in cui un’associazione potrebbe avere bisogno di una persona con particolari competenze e anziché avviare una disperata ricerca o rinunciare potrebbe reperirle all’interno della rete.

 

 

Conclusioni

 

Questa personale prefazione non è la relazione di un’esperienza realizzata, è piuttosto il frutto di una serie di tante piccole sperimentazioni fatte nel corso di questi ultimi anni, a volte per scelta, a volte per caso; la conseguenza del confronto con colleghi, a volte per scelta, a volte per caso...

La vita si compone essenzialmente di questi due elementi: le scelte ed il caso, elementi che si influenzano a vicenda, ed è difficile prevedere quando prevalga l’uno o l’altra. Non ci possiamo sottrarre al caso, capita e basta, le scelte invece possiamo farle noi, anzi, è un nostro preciso dovere, una nostra responsabilità. Ogni scelta a cui rinunciamo è uno spazio lasciato nel vuoto. Costruire una rete, impegnarsi con forza per modificare la realtà al meglio è una scelta chiara e sicuramente condivisibile.

Questo testo è una sfida, un tema di discussione, un piccolo strumento da cui è possibile partire... Una possibilità in più di scelta!

 

Il Presidente

Sergio Olivieri